Phil Meyer
Ho scritto una biografia di lui su Wikipedia
Inauguro una sezione sui giornalisti che più o meno fanno parte del parterre o che usano le tecniche del Giornalismo di Precisione. Naturalmente non posso che iniziare col patron del giornalismo di precisione, Mr. Philip Meyer. Il grande maestro e fondatore del Giornalismo di Precisione ha cominciato la sua carriera al Miami Herald, dove ha lavorato insieme ad un altro grande giornalista, Steve Doig, che da lui si è fatto contagiare dalla passione per le inchieste con computer analysis reporting.
Poi, ancora giovane cronista, con il Detroit Free Press ha vinto il premio Pulitzer in giornalismo locale e breaking news per la copertura delle rivolte dei neri a Detroit nel 1967. Il comitato del Pulitzer gli ha riconosciuto l’accuratezza nel riportare in breve tempo le cause alla base della tragedia. Meyer infatti è stato l’unico fra i tanti cronisti che raccontavano quegli eventi a studiarli con metodo, riportando dati e numero delle persone coinvolte, utilizzando per primo tecniche seppur rozze della sociologia a delle storie.
Poco dopo, grazie anche a quei soldi guadagnati col premio, e in parte con la borsa di studio Nieman, si è preso un anno sabbatico per studiare statistica e sociologia all’Università di Harvard.Alla fine di quel percorso di studi ha pubblicato il libro: Il Giornalismo di Precisione, nel quale spiegava la sua idea di nuovo giornalismo contrapposto a quello in voga in quegli anni di Tom Wolfe. Del libro ho già parlato qui. Quel volume gli ha dato la fama; ha cominciato da allora a collaborare con il Usa Today ed ha fondato nel 1981 la scuola di giornalismo di Chapel Hill in Nord Carolina, una delle più famose d’America.
La sua lungimiranza lo ha portato ancora anni prima che la tecnologia lo rendesse possibile, a preconizzare il giornalismo civile e l’avvento dei cosiddetti citizen journalist.
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Giornale:
USA TODAY
Email:
pmeyer@email.unc.edu
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19 febbraio 2011|342 views 













































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