Matt Doig
Quando si incontra un giornalista giovane, realizzato e con un buon posto in un grande giornale, che gli permette di scrivere di ciò che vuole, subito si pensa o che sia veramente in gamba, bravo, oppure che sia raccomandato. Qualche volta ci sono giornalisti bravi e raccomandati al tempo stesso. In Italia penso a Mattia Feltri, figlio di Vittorio, ma sfido chiunque a dire che valga meno del padre; in America penso a Matthew Doig, figlio del premio Pulitzer Stephen, una leggenda del giornalismo d’inchiesta e autore per il Miami Herald dello scandalo voti nelle elezioni presidenziali del 2000 in Florida, quelle che assegnarono la vittoria a Bush contro Al Gore. Anche Matt, imboccando autonomamente la difficile strada del padre, si è riuscito a costruire un percorso personale che lo ha portato, ad appena trent’anni, a sfiorare l’anno scorso il Pulitzer per un soffio. Matt Doig ha mosso i primi passi nel Miami Herald, dove il padre ha lavorato per trent’anni. E’ entrato nel giornale di Miami grazie ad una borsa di studio offerta dalla scuola di giornalismo della Florida, dove ha studiato. La sua predisposizione verso la matematica e l’analisi dei dati, unita ad una capacità di scrittura come pochi, gli è valso un discreto numero di lettori fedeli. Dopo un paio di anni nel Miami Herald e altrettanti da freelance, si è unito all’organico del Sarasota Herald Tribune. Il giornale voleva rinforzare la squadra che si occupava di inchieste. Matt ha raggiunto la consacrazione nel giornalismo americano con la difficile e impegnativa inchiesta sulle frodi immobiliari in Florida, inchiesta che gli è valsa una nota di merito dal comitato del Pulitzer, dove è arrivato secondo, dietro ProPublica.org, nel giornalismo investigativo. E’ stata una inchiesta difficile, su un argomento di dominio pubblico (i narcotrafficanti e gli ispanici che fanno affari illeciti investono nei Real-Estate in Florida perché gli immobili sono beni intoccabili dalla finanza), subendo molte pressioni dai poteri forti, ma riuscendo comunque con una serie di articoli protratti per giorni a dimostrare in maniera incontrovertibile gli illeciti e pubblicando i nomi sul giornale.
Il segreto di Matt è stato lo studio pluridisciplinare (se non fosse diventato un giornalista, sarebbe stato un ottimo matematico) e il suo equilibrio interiore: sull’esempio dei suoi genitori si è sposato molto giovane, a venticinque anni, con una ragazza della Repubblica Ceca, sua compagna di studi, e da cui ha avuto due bambini, un maschio e una femmina. Sarasota è una città tranquilla, a misura di fanciullo, ma il giornale locale, per la sua propensione alle inchieste, ha sempre avuto una vocazione nazionale. Recentemente Sarasota è balzata agli onori delle cronache nazionali per i problemi causati alla sua gente dal greggio della BP Oil nel Golfo del Messico. Anche grazie a Matt, inoltre, il sito internet del Sarasota Herald Tribune si è molto sviluppato e su kindle e altri ereader è tra i giornali più scaricati, anche il prezzo contenuto rispetto alla qualità.
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Giornale:
Sarasota Herald Tribune
Email:
matthew.doig@heraldtribune.com
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20 febbraio 2011|360 views 













































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