I confini della libertà economica
Si svolgerà dal 2 al 5 giugno il prossimo Festival dell’economia, l’iniziativa che ha portato a Trento studiosi e premi Nobel di fama e livello internazionale. Dopo “Ricchezza e Povertà” che fu l’esordio del 2006, “Capitale umano, Capitale sociale” dell’anno successivo, “Mercato e Democrazia” del 2008, “Identità e crisi globale” del 2009 e “Informazioni, scelte e sviluppo” di quest’anno, per la VI° edizione del Festival il tema scelto è “I confini della libertà economica”.
“La crisi – dice Tito Boeri, direttore scientifico del Festival – ha ridisegnato i confini della crescita economica. Il mondo sembra avviato, almeno secondo le previsioni di Fondo Monetario e Banca Mondiale, a tornare a crescere agli stessi tassi di prima della Grande Recessione, ma la crescita sarà tutt’altro che uniforme. Al contrario le asimmetrie fra paesi emergenti e paesi avanzati e all’interno di questi fra paesi orientati all’export ed economie più orientate ai mercati nazionali sono destinate ad aumentare.
Ma – continua Boeri – la crisi ha anche ridisegnato i confini fra pubblico e privato, dunque i confini della libertà economica. L’intervento di Obama per salvare Gm e Chrysler è paradigmatico di questo cambiamento epocale. L’Economist all’epoca titolava: ‘GM ha un nuovo boss, ma è Barack Obama ad avere veramente il controllo’. I salvataggi bancari hanno statalizzato imprese con un patrimonio pari al prodotto interno di interi paesi. Stiamo tornando al vecchio capitalismo di Stato del Dopoguerra o è qualcosa di diverso?”
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4 novembre 2010|290 views 













































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