Prova scritta al mio esame di giornalista
Il 12 Febbraio c’è stata la nuova sessione degli esami per i giornalisti professionisti. A lato vi riporto ancora le indicazioni per raggiungere l’Ergife, per i prossimi che verranno.
ESTERI 2 – La Turchia minaccia di invadere l’Iraq per colpire i curdi. Un nuovo pericolo per uno dei tanti popoli-fantasma.
La bomba ad orologeria dell’irrisolta questione curda è riesplosa in un’escalation di scontri e di incursioni militari che minacciano di destabilizzare l’unico lembo pacificato del martoriato Iraq: il Kurdistan.
Dopo l’attentato del Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, che ha ucciso in un attentato una quindicina di soldati turchi, Ankara ha risposto con l’artiglieria e le cannonate che hanno provocato una trentina di vittime fra i guerriglieri. Il Parlamento turco ha dato al premier Tayyip Erdogan il via libera ad una azione militare nel Nord dell’Iraq. Gli osservatori internazionali temono seriamente l’apertura di un secondo fronte iracheno.
La retorica guerresca turca punta ad ottenere il riconoscimento dei suoi interessi di sicurezza nazionale. D’altro canto il governo iracheno ha detto di non avere la forza militare per impedire le azioni terroristiche del Pkk, ma non nasconde di considerare che il fine ultimo dell Turchia sia quello di intervenire negli affari del Kurdistan iracheno per arrestare l’evoluzione in senso federale dell’Iraq.
Gli Stati Uniti hanno detto che sarebbero contrari all’intenificarsi dello scontro, ma i rapporti con Ankara non sono dei migliori, dopo che il Congresso americano con un voto “puramente simbolico” ha definito “genocidio” il massacro perpetrato durante la prima Guerra Mondiale dall’Impero Ottomanno sugli armeni.
E’ difficile prevedere quale potrebbe essere la soluzione diplomatica ma un’incursione in Iraq potrebbe anche costare l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea.
I curdi sono un’etnia molto numerosa divisa tra Turchia, Iran, Siria e Iraq, dove occupano la parte settentrionale, quella più ricca di petrolio. In Turchia sono rappresentati da diverse formazioni, ma di queste, il Pkk reclama la liberazione dei curdi e la creazione di uno Stato, il Kurdistan, indipendente da turchi, iracheni, iraniani e siriani. Il Pkk ha origini maoiste e resta una formazione marxista con forti connotazioni guerrigliere e terroristiche. D’altra parte il governo turco l’ha ferocemente perseguitato negli ultimi 30 anni, con torture, condanne a morte e sgomberi violenti dei villaggi.
Per molti, però, le prime vittime del Pkk sono stati proprio i curdi, di cui rappresentano una piccola parte degli oltre dodici milioni di abitanti di etnia curda.
La maggioranza dei curdi, secondo i dati ufficiali, vogliono vivere in pace e rispettano il processo democratico. Chi si appoggia al Pkk sono le fasce più povere della popolazione, che vivono nel sud-est del Paese.
SINTESI DA PAG.44 REPUBBLICA DEL 31 OTTOBRE
I superluoghi diventano i nuovi simboli delle città che cambiano. Centri commerciali, outlet, stazioni ferroviarie ed aeroporti, da oggetti architettonici senza identità, oggi dominano il territorio e diventano materia di studio per sociologia urbana, architettura e urbanistica.
Una mostra che si apre a Bologna analizza il passaggio dai non-luoghi, teorizzati dal sociologo Marc Augé nei primi anni Novanta, ai superluoghi. Per i curatori della mostra, questi spazi hanno una forte potenza simbolica. Sono l’emblema della città che si disperde nel territorio, ma al tempo stesso dominano lo spazio e gli impongono di adattarsi a loro. Consumano suolo ma fanno crescere di valore la terra che c’è intorno.
Contemporaneamente alla mostra viene pubblicata una ricerca curata dai tre giovani urbanisti Matteo Agnoletto, Alessandro Delpiano e Marco Guerzoni, che si occupa anche della realtà italiana, con un’analisi di Richard Ingersoll, storico dell’architettura a Firenze.
Si parte dall’Interporto di Bologna, grande quanto metà del centro storico di Bologna, ma frequentato solo da Tir che scaricano e caricano merci. Si continua con l’Ipercoop di Montevarchi, dove circolano ogni giorno migliaia di persone, chi per lavorare, chi per comprare ottimi prodotti a buon prezzo. Esiste da quindici anni ed è considerato un luogo con una propria storia. C’è poi l’Outlet Village di Serravalle Scrivia, il più grande d’Europa, visitato ogni anno da 3 milioni di persone, più degli scavi di Pompei. Sebbene sorga in provincia di Alessandria riproduce l’architettura di un centro storico veneziano.
Il volume contiene anche i giudizi più diversi su questi luoghi. C’è il sociologo urbano Guido Martinotti che parla di “spazi democratici”, invitando a comprenderli e visitarli, ma anche l’architetto Vittorio Gregotti, che denuncia il loro “insensato” consumo di suolo.
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17 febbraio 2008|1.588 views 














































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