Dwight Morris – War Chest e Medicare

Giornalista in pensione, è stato tra i dirigenti del Los Angeles Times; vive in Texas. Laureato e martirizzato alla Columbia. Ha lavorato nei principali giornali americani e spesso si è occupato di progetti speciali. Nel 1988 ha collaborato con Bill Dedman alla serie di reportage pubblicati sul The Atlanta Journal dal titolo “Il Colore dei Soldi”, vincitore del Pulitzer in giornalismo investigativo nel 1989.

War Chest ’90 – il denaro nella politica statunitense

La politica è da sempre un area di applicazione massiccia e proficua per le tecniche del giornalismo di precisione. Nel periodo della campagna elettorale statunitense del 1990, Dwight Morris, responsabile dei progetti speciali del The Los Angeles Times, svolge una sistematica analisi statistica delle informazioni archiviate sulla politica, per un anno, dalle spese dei candidati ai finanziamenti delle compagnie private.

Per vari mesi Dwight Morris si dedica in modo intensivo con la propria squadra all’analisi dei dati, creando proprie banche dati, a partire dalle informazioni contenute negli archivi della Pubblica Amministrazione. I dati sono elaborati con il programma statistico informatico Spss – Statistical Package for the Social Sciences – ed una volta classificati i dati in variabili vengono effettuati incroci tra le diverse informazioni.

Le informazioni, i dati elaborati, provenivano dalla Camera del Congresso, dove i candidati dichiarano il salario percepito e presentano la dichiarazione delle retribuzioni per le conferenze, per le pubblicazioni e per le presenze in atti pubblici. Altre informazioni giungevano, invece, dalla Commissione Federale Elettorale (FEC), organismo incaricato di raccogliere tutte le ricevute fiscali dei candidati politici, controllare le donazioni ricevute ed i fondi per la campagna elettorale di qualunque candidato e comprovare tutte le spese elettorali realizzate.

La documentazione relativa alle donazioni era disponibile on-line dal 1990. Invece, le informazioni sulle spese elettorali venivano conservate per qualche anno e poi distrutte.

Le ipotesi di Dwight Morris erano due:

* I candidati alle campagne elettorali burlavano sistematicamente i massimi che potevano ricevere in donazione, fissati dalla legge elettorale emessa dopo lo scandalo Watergate.

* La maggior parte delle spese di un candidato erano estranee alla campagna elettorale.

Le indagini giornalistiche di Dwight Morris si situavano nell’area della California, dove aveva diffusione il The Los Angeles Times. La serie di articoli redatti da Morris, con la collaborazione della giornalista Sara Fritz, disegnavano una immagine vivida di abusi politici di cui i cittadini non avevano la minima idea.

Si descrive il metodo di lavoro utilizzato: sono state analizzate 222000 fatture registrate presso la Commissione Federale Elettorale appartenenti a 798 candidati partecipanti alle elezioni del Congresso. Inoltre vengono incluse tutte le spese effettuate dai candidati dal primo gennaio 1989 al 30 settembre 1990. I candidati e le fatture sono state classificate e divise in categorie per effettuare incroci di dati. La trasparenza e la spiegazione al lettore, infatti, del metodo dell’investigazione sono una componente essenziale del giornalismo di precisione.

Dall’analisi di questi dati e dagli incroci effettuati, il Los Angeles Times da vita ad una serie di reportage che durano un anno e mettono in luce tutti gli abusi e le violazioni della legge da parte dei candidati politici.

Fin dai primi reportage, Morris ha spiegato e descritto al lettore la legge, i regolamenti legislativi e le pene giudiziarie. In tal modo ha permesso al lettore di conoscere le regole e i limiti di questo ambito sociale e politico.

Il servizio del 18 aprile 1990 svela che il tetto massimo di sovvenzioni e donazioni ai partecipanti, pari a 25 mila dollari, viene sistematicamente burlato dai candidati che ripartiscono il denaro tra amici e famigliari.

Una situazione simile accadeva per le grandi imprese che facevano donazioni ai candidati. Anche per loro era fissato un limite massimo di denaro da poter donare. Ma anche in questo caso la legge veniva scavalcata distribuendo le donazioni fra un buon numero di candidati.

I giornalisti raggrupparono i dati relativi alle donazioni per candidato e per impresa, quindi incrociarono queste liste e riuscirono ad evidenziare l’informazione.

Ancora, l’incrocio di queste liste elettroniche, previamente costruite, metteva in luce la ripetuta coincidenza fra le imprese che avevano realizzato grandi donazioni ai candidati eletti al Congresso e l’approvazione a posteriori di importanti contratti alle imprese citate, nei Comitati del Congresso dove partecipavano i candidati eletti. Queste ottenevano contratti con le Pubbliche Amministrazioni in proporzioni di gran lunga superiori al volume di attività delle imprese.

Altri articoli mettevano in luce che le imprese erano le maggiori beneficiare di tali contratti, legate al campo industriale e militare.

Infine in una serie di articoli disarmanti, i giornalisti provavano attraverso lo studio delle singole fatture che il 65% delle spese totali dei candidati durante il periodo elettorale, realizzate con le donazioni, riguardavano attività estranee alla campagna per l’elezione al Congresso.

War Chest ’90 – Los Angeles Times, Dwight Morris

 

Medicare – lo scandalo del sistema sanitario statunitense

L’attività dei medici e del sistema sanitario sono tra i temi più trattati dal giornalismo investigativo statunitense nell’ultimo decennio. Il giornalismo ha indagato sui possibili abusi e sulle mancanze sia negli ospedali pubblici che nell’assistenza sanitaria. Ed ha indagato sulla classe dei medici che negli Stati Uniti diventava sempre più ricca. Negli anni Novanta il giornalismo di precisione ha cercato di spiegare in modo semplice e chiaro per mezzo di incroci di variabili e di dati, il funzionamento della complessa macchina sanitaria pubblica americana.

Il funzionamento di questa grossa macchina burocratica non era chiaro neanche alla Pubblica Amministrazione che si limitava, quindi, a pagare le fatture che gli venivano presentate dalle strutture ospedaliere.

Il programma ospedaliero “Medicare” copre l’80% delle spese sanitarie negli Stati Uniti. Il Medicare è un programma di assistenza sanitaria che utilizza differenti reti di Ospedali o Centri di assistenza per pazienti di diversa categoria e situazione.

In Europa, lo Stato è proprietario dell’intera rete sanitaria. Negli Stati Uniti, le persone, con diritto di assistenza, possono rivolgersi a qualsiasi Centro o professionista della medicina. Successivamente lo Stato, attraverso programmi di assistenza sanitaria, come il Medicare, pagherà per completo o in parte le spese sanitarie ai medici.

Dwight Morris scrive per il Los Angeles Times nel 1994 “Nation’s Medical Schools See Revenue Sources Dry Up”, il 28 Marzo e ”Sinphoning Medicare to Aid Health Plan Appears Risky”, il 2 Maggio 1994, analizzando il sistema generale di Assistenza Pubblica Sanitaria dell’Amministrazione statunitense.

Morris convertì un progetto dell’allora Amministrazione Clinton in ipotesi operativa giornalistica da dimostrare. L’idea dell’Amministrazione Clinton era di cambiare la forma di finanziamento ai programmi di Assistenza Sanitaria Pubblica. Tale riforma comportava la riduzione dei pagamenti delle fatture per le spese di assistenza sanitaria ed operazione clinica che gli Ospedali presentavano allo Stato. Un progetto che aveva dato spazio a discussioni e dibattiti nei media.

La sua squadra di Progetti Speciali del Los Angeles Times registrò sui computer le fatture sanitarie di più di 11 milioni di pazienti, tali da creare un campione dell’Assistenza Sanitaria ospedaliera rappresentativo del territorio nazionale. Da queste informazioni creò proprie banche dati e mediante programmi statistici elettronici – Spss, Statistical Package for the Social Sciences – effettuò incroci dei dati, fece comparazioni statistiche e calcoli matematici di diverso genere. Dopo un lavoro durato sei mesi, fornì le prove statistiche che il cambio di finanziamento al Sistema Sanitario avrebbe aumentato i costi economici e sociali indiretti per lo Stato, anziché ridurli. Infatti gli Ospedali vivevano del denaro pubblico che ricevevano tramite il rimborso delle fatture da parte dello Stato. La riduzione delle fatture avrebbe comportato per lo Stato la ricerca di sovvenzioni alternative che rischiavano di gravare su altre spese.

Morris individuò anche la soluzione per ridurre i costi: occorreva un maggior controllo delle fatture che gli ospedali emettevano. Tale controllo effettivamente non veniva svolto e permetteva agli ospedali di guadagnare cifre ingenti a scapito dello Stato.

Purtroppo tutto il lavoro svolto da Morris e dalla sua squadra subì un grave ridimensionamento a causa della presenza di nuovi e più urgenti temi nell’agenda mediatica. Ciò portò a ridurre i reportage ad appena due capitoli e non ebbe la risonanza dovuta tra l’opinione pubblica. Questo si rivelerà un problema costante nel giornalismo di precisione e porterà diversi esponenti di questa corrente giornalistica a lavorare autonomamente per poi rivendere i propri lavori ai mezzi d’informazione.

Per tutte le domande degli Esami di Giornalista e molto di più (gli orali, tutte le prove scritte, le tesine etc.) scarica e prenota il libro, mandando una mail a editore@crognali.it

About Damiano Crognali

Damiano Crognali has written 380 post in this blog.

Ciao! Mi presento: sono un giornalista, blogger e web manage. Se il sito ti è stato utile, clicca sul banner pubblicitario: non è un virus, né spam, ma solo un modo per ricompensarmi. Un click sul banner a te non costa niente, per me sono pochi spicci che entrano da Google nelle mie tasche. Grazie!

Print Friendly

Dai uno sguardo anche a:


I miei documenti, my secret leaks:
is where my documents live!


Crognali Report







Bad Behavior has blocked 482 access attempts in the last 7 days.