L'ospite che non ti aspetti al Toscana Lab

Qualche settimana fa era apparso questo inquietante articolo sulle pagine di un importante giornale, che ha fatto dell’inchiesta la sua motivazione di vita.

Vitrociset è una importante azienda. Ha realizzato tecnicamente cittadinanza digitale a Venezia, su impulso dell’ex vice sindaco Michele Vianello, la rete wii-fii che ti permette di navigare, ovunque ti trovi, su Internet, gratuitamente per tutti i cittadini residenti. Io non l’ho sperimentato di persona, ma le testimonianze sono entusiaste e se ne parla come di una delle case history più significative. Vincere un appalto del genere significa molto.

Dal Fatto Quotidiano ho scoperto che hanno avuto in gestione anche i sistemi informatici degli 007 italiani. Al di là del fatto se sia giusto o meno che un settore delicato come la sicurezza nazionale veda implicata anche una azienda privata, questa deve però avere le risorse necessarie per permetterselo. Lo Stato deve potersi fidare e l’azienda avere i requisiti adeguati. Non c’entra la morale, ma analizziamo la realtà.

Al secondo giorno del Toscana Lab, al quale ho partecipato, si è parlato molto di come Internet migliora il Turismo, con Roberta Milano e il suo Workshop; di come Internet serva al business, con Luca Sartoni e altri importanti esperti web, e con Antonio Sofi di come Internet migliori la società civile. Manco a farlo a posta, con uno degli ospiti più importanti del secondo giorno del Toscana Lab, Sergio Maistrello, autore di un interessantissimo libro su questo, si è anche affrontato il caso virtuoso di Venezia.

Poi, però, la rete che permette di cambiare la società, gli affari e le politiche che portano a sperimentare realmente le nuove opportunità offerte dal Web si fanno altrove e in altro modo. Al Toscana Lab, purtroppo, a uno degli ospiti che più potevano insegnare come costruire politiche virtuose per il web 2.0, è stato riservato lo spazio di appena 5 minuti! Organizzare un evento importante e grande come il Toscana Lab, in una cornice suggestiva come quella dell’Istituto d’arte di Firenze non è roba da poco, ma per diffondere Internet, oltre che parlarne, bisognerebbe riflettere con persone chiave che la maggior parte delle volte sono fuori dal mondo della Rete, che sono fermi al web 1.0. Pur rimanendo entusiasta dell’evento, come dalle varie iniziative realizzate dalla Fondazione Sistema Toscana,  a cui ho potuto partecipare, questa volta ho sentito la mancanza di un membro del Ministero del Turismo o della Pubblica Amministrazione, che di Internet sa poco o niente.

Twitter Digg Delicious Stumbleupon Technorati Facebook Email