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iscrea su Blair e la guerra in Iraq
Copia-incollato da Repubblica
L’intervent o in Iraq «finora si è abbastanza rivelato un disastro»: la dolorosa ammissione è del premier britannico Tony Blair in un’intervista ad Al Jazeera, che due giorni fa ha inaugurato a Londra la programmazione in inglese. «Sì, lo è stato, ma quello che dico alla gente è, “perchè è così difficile in Iraq”, non è difficile perchè c’è stato qualche incidente nella pianificazione – ha argomentato Blair – è difficile perchè c’è una strategia deliberata, al Qaeda con gli insorti sunniti da una parte, elementi sostenuti dagli iraniani con le milizie sciite dall’altra, per creare una situazione in cui la volontá della maggioranza per la pace viene soppiantata dalla volontá di una minoranza per la guerra».
Premesso che è un bene che dopo 3.100 e passa morti tra i soldati impegnati, una strage che va dai 50.000 ai 600.000 morti civili (non si riescono a fare stime precise) e SOPRATTUTTO la sconfitta dei Repubblicani alle elezioni Mid-term Blair se ne sia accorto. ..
Ma che cavolo pensava il nostro caro laburista?
Che Al Qaeda, l’iran e i vari gruppi estremisti se ne sarebbe stati buoni?
Gli analisti sono stati mesi a dire che l’invasione dell’Iraq avrebbe destabilizzato la zona, fomentato l’odio antioccidentale e preparato il terreno per l’entrata in scena dei soggetti estremisti.
E adesso che ci viene a dire ?
“Non siamo noi che non riusciamo a vincere i miliaziani e i terroristi, sono loro che non hanno voglia di perdere!”
Speriamo che se ne vadano alla svelta lui e Bush
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