Posta Certificata ai Giornalisti. Ecco come leggerla su GMAIL

A partire dal 2010, come in altri settori, anche gli Ordini regionali dei Giornalisti hanno dato ai propri iscritti la posta certificata e questo ha permesso un grosso risparmio sulle comunicazioni. A mio avviso è stato anche un toccasana per riavvicinare l’Ordine alla nuova generazione. Io, ad esempio, utilizzo la posta già per ricevere qualsiasi cosa: fatture telefoniche, contratti e collaborazioni, stipula di offerte e contratti, etc. anche se non avevo ancora la posta certificata, la PEC.

Lo scorso dicembre 2009 l’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo ha aperto una casella di posta elettronica certificata a tutti i suoi membri. Fino a quel giorno, su circa 2000* iscritti, fra pubblicisti, professionisti, etc., appena 240* avevano fornito la propria email per ricevere comunicazioni. Ad oggi, su tutti coloro che hanno attivato la propria posta certificata (*molto pochi), mi è stato riferito che la proporzione di coloro che la controllano è più o meno la stessa (*pochissimi).

(*Dati non verificati)

Oggi è stato il mio turno, dopo oltre sei mesi, ho attivato la mia posta certificata e c’erano già 4 comunicazioni! E mi sono subito reso conto che fra tutte le spiegazioni per settare l’account su un client, ne mancava una.

Ecco come settare sul tuo account Gmail la posta certificata che ti ha assegnato l’Ordine dei Giornalisti*.

(*Impostazioni valide per qualunque PEC con gestore ARUBA)

Controlla prima di tutto se il gestore della posta è Aruba (nel 99% dei casi).

Accedi al tuo account Gmail.


Vai sulla Voce “impostazioni” in alto a destra.


Prima vai alla voce “Account e Impostazioni” e poi clicca su “Aggiungi account email POP3


Ti si aprirà una finestra come quella che vedi sotto e probabilmente di un altro colore (io ho dei design particolari)


il pop3 è pop3s.pec.aruba.it
la porta è 995
Dovete spuntare la casella SSL
Ricordatevi anche di mettere un filtro (ad esempio RACCOMANDATE) per avere una cartella solo per la Pec

andando avanti vi si chiede smtp che è:

smtps.pec.aruba.it
la porta è 465
Dovete spuntare la casella SSL

A questo punto, potete ricevere la posta certificata direttamente su Gmail, senza doverla andare ogni volta a controllare sullo scomodo sito di Aruba. Per il resto funziona come una normale Pec, con ricevuta di ritorno, ma solo verso un’altra posta certificata.

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Canale 150 arriva a Roma

Seconda tappa per Canale 150, iniziativa pregevole per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Dopo Torino, prima capitale d’Italia, tocca oggi a Roma, all’Opificio Telecom. L’evento dura fino alla mezzanotte di oggi. Per seguire gli aggiornamenti, l’Hashtag è #canale150

Canale 150 è la televisione “culturale” dei 150 anni dell’Unità d’Italia che, in un tour tra le città italiane più significative di questo importante anniversario, fa raccontare a 150 autori di oggi i 150 anni che sono stati, attraverso i ricordi della vita di altri 150 autori passati. E’ un Tour letterario, sono 150 appuntamenti con una storia.

Oltre al canale YouTube, dove è possibile rivedere gli interventi, l’iniziativa è sostenuta da Telecom, che ha messo a disposizione il portale sul quale veicolare i contenuti video, di venti minuti ciascuno, e che supporta l’iniziativa anche con la televisione LA7, sulla quale potranno guardare gli interventi anche coloro che non sono avvezzi al web.

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AGGIORNAMENTO

E’ possibile riascoltare gli interventi attraverso il Podcast di Italia150

Tutta la mia rassegna stampa On Line su Canale 150 la trovate QUI

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Vita social-integrata

Da quando, due anni fa, ho comprato l’iPhone, il primo telefono che non mi è stato regalato, ma l’ho scelto io stesso, la mia vita è cambiata, in meglio. È stato questo affaretto che ho tra le mani sul quale sto scrivendo questo post ad aver dato una effettiva svolta alla mia vita integrata con i social network. L’iPhone è stato un salasso, ma che mi ha migliorato professionalmente, come credo non potrà fare il tanto chiacchierato iPad.

Il social network su cui passo la maggior parte del mio tempo è Facebook. La sera, invece, come è abitudine consolidata tra i ragazzi, guardo clip su YouTube, oppure lascio acceso il Mac ascoltando Marco Travaglio, che mi fa prendere sonno.

Con l’iPhone è aumentato tantissimo il mio uso di Twitter, che in un primo momento utilizzavo come motore trainante per scrivere contamporaneamente anche su Friendfeed, un aggregatore di feed che ho usato molto nei mesi scorsi,  e poi Facebook, Linkedin e altri social network che utilizzo molto di meno, come Plurk, Jaku, etc.
Ho due profili twitter personali, @ilbellodelweb su cui scrivo in Italiano, tra i primi 200 a Roma, e @damianocrognali nel quale scrivo in inglese. Ho sempre usato l’applicazione Echofon sull’iPhone fino a pochi giorni fa quando twitter ha rilasciato la sua ufficiale, che non si differenzia poi molto da quella di prima.

Preferibilmente, però, per scrivere i miei tweet uso uno strumento che ho su iPhone e Mac e si chiama Hootsuite, con il quale seleziono i social su cui vado a postare.
Per leggere preferisco invece TweetDeck, valido comunque anche per postare. Per seguire le discussioni su Friendfeed, da iPhone, uso FFHound, scoperta grazie ai tanti commenti positivi che ho letto.

Ho una passione particolare per la geolocalizzazione. Fino all’altro ieri, il mio preferito era Brighkite e qualche volta utilizzavo Google Latitude. Dopo il BTO delle Isole, sono passato a Foursquare, dove si trova molta più gente ed è fatto meglio.Stamattina mi ha anche omaggiato di questo:

Uso anche Dopplr per segnalare i miei viaggi. Tutti sherano i contenuti anche su Facebook e Twitter (italiano).

Uso Delicious per bookmarkare i miei contenuti, tutti, e Digg per quelli più importanti in inglese (prima lo usavo anche per quelli italiani, ma me lo hanno disabilitato, per poi ripristinarlo e richiamandomi all’ordine!). Sono anche su Linkedin, Tumblr, che uso come blog di riserva quando mi sale il bisogno impellente di fare copia e incolla di un post, di sana pianta.

Per condividere le foto sono su Flickr, ma uso anche Picasa, per poterle conservare on line. Segnalo tutti i miei libri su Anobii, che per un po’ non ho usato, fino a quando non è stata sviluppata l’applicazione per iPhone. Last.fm invece è molto interessante per tener traccia della musica che ascolto e scoprire nuovi brani.

Nelle chat, uso saltuariamente gTalk, sono sempre meno su MSN, preferisco Skype e quella di Facebook la tengo sempre spenta. Su iPhone, grazie al mio amico di Amalfi, ho cominciato ad usare Fring che ti permette di telefonare via cellulare ai contatti in linea su Skype.

Quando la scorsa stagione, impazzava il fenomeno del grande fratello, ho studiato per un po’ la televisione via web. Ho trovato abbastanza macchinoso l’utilizzo di Livestream (ex Mogulus) anche se ho l’impressione che sia il migliore. Ho scoperto Justin.tv e sono curioso di vederne gli sviluppi ora che è stata sviluppata anche l’applicazione mobile. Tuttavia, il mio prefetito resta Ustream che trovo semplice, facile nella gestione e con una buonissima applicazione per iPhone che permette di registrare un video e sherarlo immediatamente su Twitter, Facebook e Youtube.

Infine una nota su uno dei miei social network preferiti, AudioBoo. E’ una delle poche applicazioni solo audio per iPhone, ma a me piace molto la possibilità di registrare solo la traccia audio e condividerla immediatamente con altri. Moltissime applicazioni news per mobile hanno una sezione audio e non me ne faccio una ragione di come sia così poco diffusa tra il pubblico italiano e non solo.

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Essere socio Aci conviene

Essere socio Aci conviene senza ma e senza però. Ma se non ci vai a sbattere contro, nel vero senso della parola, non ci credi. Io sono socio Aci da un anno, soprattutto dietro spinta di mio Padre, che brav’uomo è più lungimirante di me. Qualche mese fa, mentre andavo in Umbria sono rimasto per la prima volta per la supertrada verso Gubbio-Assisi senza benzina. Preso dal panico, ho accettato l’aiuto di un rimorchiatore che mi ha accompagnato al primo benzinaio. Ero contento per la gentilezza di quell’uomo, che si trovava a passar di là e mi aveva soccorso, salvo ricredermi quando dopo avermi lasciato al benzinaio appena 4km più avanti, mi ha chiesto 30 euro, in nero e che si è intascato lui stesso, e mi è andata pure bene!

Sono quelli che “fanno i giri“, così si chiamano i rimorchiatori che si fanno pagare in nero e si intascano i soldi senza neanche dirlo ai propri datori di lavoro.

Mi è capitato, al contrario, lo scorso weekend, mentre tornavo in Abruzzo, di fondere il motore sulla a25 poco dopo Carsoli. Questa volta per fortuna non è passato nessun buon samaritano e ho chiamato l’Aci. Una persona gentilissima, simpatica e molto disponibile è arrivata a rimorchiarmi in meno di mezz’ora, mi ha accompagnato prima all’unico meccanico aperto sulla valle del salto alle 8 di sabato sera. Quando questo ha costatato che non era un danno da poco, mi hanno portato la macchina alla loro officina Aci, a Vicovaro, mi hanno dato una macchina di riserva per tre giorni e come socio, godo del beneficio di farmi trasportare l’automobile nella mia residenza, indipendentemente dal luogo in Europa in cui mi si ferma. Tutto questo senza pagare nulla, niente di niente. La spesa consiste solo nell’essere socio Aci ed avere la loro tessera base, costa 69 euro. Il tutto a fronte di spese considerevoli se penso che l’autotrasportatore abusivo per 4 km mi aveva chiesto 30 euro.

Non sempre si è cosi fortunati come nel mio caso. A volte la macchina sostitutiva non c’è. Altre volte sono gli stessi autotrasportatori dell’Aci a non informarti di tutti gli ottimi benefici di cui godi, sono le storie che sento dagli amici, per questo bisogna leggere attentamente il contratto Aci.
Ma altre volte invece, come nel mio caso, si trovano delle belle persone. Io sono sono stato soccorso dall’autofficina Acibox di Gianni, un buon uomo, nonostante l’aspetto da duro. Lo si capisce dagli occhi, se lo fai ridere. E credo capiti spesso visto i tanti guai surreali alle macchine che gli capitano. Forse perché ci ha fatto il callo, spesso le lamentele gli entrano da un orecchio e gli escono dall’altro. Pensa solo a farti tornare a casa. A me che mi trovavo in una situazione disperata mi ha prestato la macchina per più giorni di quanto mi fosse concesso, ad una signora che aveva rotto la macchina ma di cui aveva individuato il guaio, gli sostituisce il pezzo rotto prendendolo dalla sua autovettura stessa, e ancora, nonostante l’Aci ti soccorre gratuitamente trainandoti per soli venti km, il signor Gianni soccorrendo le persone che rompono la macchina, o rimangono senza benzina (fatto che succede più volte di quanto si pensi) in una terra di mezzo come quella che separa il Lazio dall’Abruzzo, conta i km in maniera molto forfettaria e spesso non ti fa pagare nulla. A me per esempio mi ha trainato per 40 km, ma non mi ha chiesto niente e cosa ancora più significativa: non me lo ha fatto neanche notare. Insomma un signore! A chi percorre la a24 o a25, consiglio di segnarsi questo numero 331 2712362 per ogni evenienza. Più in generale, essere socio Aci ti risparmia una marea di grane e la mia impressione è positiva e sono dell’idea che siano pure molto efficienti … fino alla prima prova contraria!

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