La tragedia greca di Marcello Lippi

Ho appena finito di ascoltare le parole di Marcello Lippi, in conferenza stampa dopo la sconfitta dell’Italia. Lippi ha detto: tutto mi sarei aspettato tranne che l’Italia uscisse in questa partita / ero convinto di tutt’altro / non credevo di rivincere il Mondiale, ma non di uscire questa sera.

Quattro anni fa Marcello Lippi ha fatto una delle cose più “enormi” e “inimitabili” nella vita di una persona, citata anche dall’allora leader del PD Walter Veltroni.

Lippi uscì di scena sul più bello, vincendo contro tutti e tutto, il Mondiale più difficile e contro i nemici-cugini di sempre, la Francia, che ci aveva già sconfitto due volte, di cui una in finale.

Ci vuole coraggio e una grande forza di volontà ad uscire di scena in quel modo, cambiando faccia all’Italia, dandogli onore e gloria, senza però tenerla per sé, almeno nell’immediato, perché poi sarebbe rimasta ai posteri e per sempre. Marcello Lippi vinse e se ne andò.

Ma come nelle più classiche tragedie greche, è voluto ritornare. Era logico, non c’erano dubbi che sarebbe finita nel peggiore dei modi. E’ la storia che lo insegna, così come la letteratura.

Lippi era destinato a perdere e credo che in cuor nostro, guardando la squadra “operaia” che portava in suddafrica, lo sapevamo un po’ tutti quanti

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