Il luogo comune Comunista

Cosa caratterizza di più l’estate se non le feste in spiaggia, dove si fa il bagno di mezzanotte e incontri nuovi? C’è però festa e festa, anche se stare l’estate in spiaggia di notte è bello a prescindere (anche se può essere pericoloso).

Sono stato venerdi sera a Santa Marinella, al concerto rock della mia amica Natasha, nella prima foto. Bella musica, buon bere, bell’ambiente e poi bagno tutti assieme e ho pure conosciuto nuovi amici interessanti.
Si è potuto parlare, nonostante la musica, si poteva ballare e chi voleva si poteva allontanare e parlare con gli amici. Insomma, ci si poteva guardare in faccia, riconoscersi o riconoscere chi ci poteva essere affine e conoscersi.

Sabato sera, il giorno dopo, sono stato ad un falò sulla spiaggia,e tra l’altro, neanche so se è vietato oppure no. Diciamo che mi ci sono trovato, accompagnato dal mio amico Davido per la festa di laurea di un nostro comune amico. Naturalmente era una spiaggia isolata e dunque poco illuminata. I ragazzi avevano acceso diversi falò, uno per ogni ragazzo e ragazza che si era laureato o laureata. Qualcuno aveva pure portato lo stereo, ma la musica era ascoltata poco, non creava unione. Il vero e unico collante era il bere. Ognuno aveva portato qualcosa da bere o mangiare, c’era anche una base di bevande, sopattutto vino portato dai festeggiati. Si stava sdraiati sulla sabbia a bere, svaccati, cercando di riconoscere il viso di quello o quella che era sdraiato a pochi centimetri da noi. L’elemento prevalente era il buio. E mi sono pure annoiato.

Queste mi sembrano tanto remake melodici delle comunità Comuniste di una volta. E come la noia che ti assale a stare sdraiato senza far niente, i bei valori comunisti di una volta sono stati messi da parte tra uno sbadiglio e un pisolino dai suoi rappresentanti.

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