ENZO IACOPINO – La prima volta non si scorda mai
Come sapete, per il neo segretario dell’Ordine, il nostro esame è stato un debutto. Sono stato contento, però, che sia stato con noi. Prima volta nostra, prima volta per lui. Ultima volta per la macchina da scrivere. Di lettere ce ne ha mandate tante, è stato sempre presente, una virtù rara di questi tempi. Sotto la nuova, incoraggiante lettera del nostro Iacopino nazionale:
Cari colleghi,
poche parole per dire a tutti e a ciascuno di voi, i “miei” ragazzi della 91 sessione, un grazie sentito per quanto mi avete dato in occasione della prova che ha stabilito, formalmente, che siete giornalisti professionisti.
Personalmente, e non da oggi, sono convinto che non sia il tesserino (la patente, come la chiama qualcuno) a fare di una persona un giornalista, ma il modo di vivere questo mestiere. Noterete, spero, che dico mestiere e non professione. Penso che il nostro lavoro debba essere assimilato proprio ad un mestiere che evoca l’attività dell’artigiano, la cura nell’ideazione di un oggetto, nella definizione dei particolari, nel rispetto per la materia che tratta, nella capacità di immaginare chi ne sarà l’utente.
Ecco perché parlo di mestiere: scegliere le parole valutandone l’impatto, tenendo presente che spesso feriscono molto più delle armi, non dimenticando mai che parliamo di persone e a persone. Indipendentemente dal colore della pelle, bianco o nero che sia, passando per tutto l’arcobaleno possibile. Indipendentemente dal fatto che si tratti di potenti o di disperati, di imprenditori o di disoccupati, di politici o di comici (quest’ultima alternativa è proprio voluta). Sono tutte persone, tenetelo presente, sempre.
Non voglio farla lunga. Ci sono vari modi per fare questo mestiere. A me ne piace uno solo: quello onorato tenendo la schiena dritta, con la consapevolezza che non sempre è facile. E anche che non è semplice per tutti, soprattutto per i più giovani. Ma ci può essere, c’è, una moralità nel comportamento anche quando si è costretti a subire una prepotenza da un editore, da un capo servizio, da un direttore.
Basta con la predica.
Una preghiera, per concludere. L’Ordine non è mio o di quelli della mia generazione. Non permettete che lo sia per il semplice fatto che, nelle priorità, siete costretti a pensare ad altro. Provate a dare un contributo per cambiarlo – ce n’è bisogno – impegnandovi per quel che potrete, vigilando sul comportamento di chi ha la responsabilità istituzionale, offrendo i suggerimenti di chi – come voi – è in prima linea, giovane redattore che sia o precario alla ricerca di una soluzione. Il futuro dell’Ordine, senza enfasi alcuna, siete voi (non foss’altro per il dato anagrafico).
Vi dicevo il mio grazie per quanto mi avete dato, facendo crescere la mia esperienza che potrò trasferire – anche con le forti emozioni di alcuni tra voi – ai “miei” ragazzi che si accingono a cominciare il vostro stesso percorso, il 12 febbraio.
Basta così: un abbraccio affettuoso a tutti e un bacio (anche ai maschietti bruttini).
Enzo Iacopino
segretario Ordine nazionale dei Giornalisti
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08. feb, 2008 
















Sono colpevole. Felice, però, di non essere io l’”egocentrico imbecille”.
Quello è stato riservato a Damiano il quale, si rassegni, non avrà alcun compenso come capo ufficio stampa dell’Odg.
Ho provato ad aiutarvi, ricordando la tensione che avevo quando ho fatto l’esame. Mi sarebbe servito, alla canna del gas, com’ero allora e con un figlio in arrivo, che qualcuno mi tirasse i capelli (allora li avevo, e tanti) richiamandomi alla realtà.
I più, così mi è sembrato, hanno gradito. Qualcuno è stato così gentile da scriverlo (questo ufficio stampa dell’Odg diventa piuttosto affollato).
Insisterò perché credo che l’Ordine non debba limitarsi a chiedervi la quota annuale. Proverò ad essere più ruvido nelle parole (mi viene d’un bene che non avete idea!). Ma, senza enfasi, non vale la pena di litigare tra voi per me.
Auguri a tutti.
Enzo Iacopino
Jacopino, da vechia volpe del giornalismo italiano, comprende come tenersi buoni noi “giornalai”. Mi corre l’obbligo di ringraziarlo per la sua umanità: avete capito bene. UMANITA’. Durante l’esame della 92 sessione è stato molto vicino a coloro che avevano qualche difficoltà, meglio se giovin donzelle…Ma alla fine ha aiutato tutti, nel rispetto della legge. Una colonna!!
Mamma mia! certo che ‘sti anonimi stanno proprio arraggiati!!
La lettera di Iacopino è carina perchè fa sorridere. Io l’ho chiamato sul cellulare di sabato sera per chiedergli il voto dell’esame. Manco il tempo di dirgli: “ehmm pronto, salve, chiamo per sapere il voto”, che lui già sapeva chi ero (!!!) Senza che mi fossi presentata (maleducata) e senza averlo mai visto nè sentito prima. Ma si era memorizzato sul cellulare i numeri di telefono di 800 persone??? Impossible. Per me resta un mistero. Anche solo per questo per me Iacopins si merita la pubblicazione.
Grazie Eleonora, come sempre. Comunque a scanso di equivoci, ho sentito Iacopino al quale fa piacere che questa lettera venga pubblicata.
A me sembra che dica cose più o meno utili, che tutti conosciamo, ma belle e incoraggianti.
Per me può rimanere.
Per me pubblicare questa lettera non ha nè più nè meno senso che pubblicare qualsiasi altro post.
Io trovo che Iacopino si sia dimostrato sempre gentile, disponibile, pacato e incoraggiante. Dirlo, o pubblicare una sua lettera un po’ enfatica ai “suoi” neogiornalistiprofessionisti, non mi sembra una particolare leccata di culo.
Tra l’altro, che squallore fare questi commenti usando parole offensive come “egocentrico imbecille”, senza poi avere nemmeno il coraggio di firmarsi.
Io non mi interesso particolarmente a Iacopino, come si dice da qualche parte “non gli sono parente, nè ci ho mai mangiato pasta e fagioli insieme”. Ma non vedo perchè offenderlo. Nè vedo perchè offendere Damiano per il fatto di aver pubblicato questa mail: con tutte le informazioni utili che ha pubblicato negli ultimi mesi sull’esame, anzi, dovremmo fargli un monumento!
Tra l’altro, ho controllato, nessuna didascalia che vieti la pubblicazione. Mi sembrava incoraggiante e le altre e-mail che ha mandato, le ho tutte pubblicate.
Comunque, se qualun altro ritiene che vada depubblicata, faccio in un attimo, basta un Click.
Ari-ciao
Bah, ho pensato che sarebbe potuta servire per posteri. Ma se c’è solo un’altra sola persona (che però si firma) che pensa che non valga la pena. La cancello
Ciao
CONCORDO. MAMMA MIA CHE LECCATA DA PAURAAAAAAAAA…
Spiegami la necessità di pubblicare questa e-mail, dal momento che chi doveva riceverla l’ha ricevuta e chi non doveva perché l’esame non l’ha passato non si divertirà certo a leggerla sul tuo blog. Che comunque secondo me è solo l’opera di un egocentrico imbecille convinto di essere diventato il capo ufficio stampa dell’Odg