Quando l’aria nella Soka Gakkai diventa irrespirabile

Ho preso emotivamente le distanze da questo post; lo dico a titolo informativo, perché sebbene tutto ciò che racconto corrisponde al vero, mi dispiace di aver ferito degli amici, raccontando la mia personale esperienza.

Nella Foto a sinistra: Riccardo PanattoniGiovedì per la prima volta in dieci anni non sono andato deliberatamente ad uno Zadan Kai, le riunioni buddiste della Soka Gakkai, dette anche meeting. Gli ho preferito un convegno sui new media organizzato da Wired e da Telecom prima, e poi la festa di compleanno di una mia amica, a cui erano presenti tanti altri buddisti, anch’essi che avevano disertato i propri meeting per partecipare alla festa! Rispetto agli altri, penso che io sono stato più colpevole, perché pratico e faccio la mia attività di buddista (che consiste nello studio e nell’incoraggiamento) in una zona di Roma, il centro storico, che ha ritmi più blandi rispetto ad altri luoghi, ma che non significa assolutamente mancanza di impegno. Nel centro storico di Roma ci vediamo due sole volte al mese contro le quattro di quasi tutta Italia. Detto questo, io non mi risparmio: volontariato al tempio buddista, tanti incontri con giovani praticanti per approfondire questa filosofia, attività nella redazione dei giornali e poi tante ore di meditazione, con signore, alcune volte tristi altre volte fanatiche, che strutturate come una Chiesa, seguono rigide regole gerarchiche opprimendo spesso la libertà dei membri di questa Comunità, che comunque continuo a giudicare stupenda. È una cosa che ho notato più di una volta e che ritorna ciclicamente nei gruppi buddisti della Soka Gakkai (anche se qui ci sarebbe molto di che discutere, riferendomi al karma di ognuno di noi). Ma vorrei soffermarmi sull’aspetto asfissiante della struttura gerarchica della Chiesa, intendendo la Chiesa della Soka Gakkai.

LA CHIESA BUDDISTA. Parto dalla mia esperienza. Voglio cambiare, ho il desiderio di voler stringere altri legami di amicizia con praticanti buddisti, dopo oltre un anno che frequento e curo un gruppo. Chiedo ad una signora un po’ bigotta e un po’ frustrata, a causa di suoi problemi lavorativi, di cambiare gruppo: tra l’altro per spostarmi ad uno più vicino al mio luogo di lavoro. Lo chiedo perché lei è stata investita del ruolo di Responsabile di Settore, e questo nonostante viva in tutt’altra parte di Roma. La sua prima risposta è subito NO, perché io se mi trovo lí significa che “c’è un legame karmico”. Forse ha ragione, non lo so, ma sicuramente io mi trovo li, in quel gruppo buddista, solo perché me lo hanno chiesto, ed io ho accettato. Ma dopo un anno molte cose cambiano, le persone si annoiano e spesso c’è bisogno di rinnovarsi. La seconda risposta della signora davanti alla mia insistenza (forse pensava che bastasse un grado gerarchico superiore al mio per farmi accettare la sua decisione; una signora che quando non fa la bigotta, è al limite del fanatismo religioso) è quella di farne una questione di stato: la mia scelta diventa un punto di cui discutere nelle segrete riunioni aperte a pochi alti responsabili dell’Organizzazione per pianificare le attività mensili. Dopo poco mi arriva questa mail da una collega responsabile della bigotta: “… tu sei un membro semplice e come tale appartieni ad un gruppo: … - segue nome del reggimento gruppo -. Continua a fare attività li dove ti abbiamo assegnato ed ad impegnarti come hai fatto fino ad ora: impegno per il quale ti ringrazio. Se hai voglia di fare altro, rivolgiti ai tuoi responsabili giovani. A me non pare che i giovani ti abbiano offerto alcuna responsabilità per decidere autonomamente”. Ditemi mai se questa donna è una responsabile?! Il suo nome è Ilaria.

IL CAPETTO BUDDISTA. Esperienze di questo genere, con mail o messaggi, accadono spesso quando ti impegni attivamente nella comunità buddista. A me come a tanti altri è successo migliaia di volte di scontrarci con responsabili dell’organizzazione, che si comportano da piccoli gerarchi, che forse frustrati dal lavoro o da altro, e di cui nel privato ci si sfoga quasi sempre, si rifanno nella comunità della Soka Gakkai. Nel mio caso, è successo con tale Riccardo (nella foto in alto), che è pure in aria di nomina a grandi responsabilità nella Soka Gakkai, cosa di cui si vanta spesso in privato e che io ho sempre pensato che se mai fosse accaduto, sarebbe stato come sparare un colpo al cuore di questa organizzazione. Ma evidentemente è questo ciò che vuole la Soka Gakkai, piccoli militari fedeli al generale, tanto che il successore del gerarca responsabile Panattoni è un sempliciotto, uno che non so neanche se abbia la licenza superiore, un tale Alessio. Il problema non sta, naturalmente, nel titolo di studio, ma nel fatto che si sente e si vede che parla per frasi fatte ed esegue alla lettera gli ordini che gli vengono dati, senza pensare. Sento un clima insostenibile, un’aria che diventa irrespirabile ogni giorno di più e che ti rende impigliato in un fango e in una rigidità che ti impedisce di crescere, affondi così in un senso di disaffezione per una religione che ti da, invece, tanto.

IL VOLO CONTINUO. Ora vi accenno brevemente, invece, alle attività violente, non conosco un termine diverso, in cui puoi incorrere quando fai attività a livelli alti nell’organizzazione, che non coincidono necessariamente con la responsabilità. Di storie sul Volo Continuo, il giornale dei giovani buddisti, ce ne sono molte, fin dalla sua nascita sembra che sia stato fatto per far soffrire la gente, ricordo le mille riunioni per aggiustare il tiro a decisioni prese senza pensare da alti responsabili; un giornale nato zoppo e gestito da sempre in maniera massonica. Qui a Roma, ad esempio, ne aveva un dominio quasi assoluto una tale ex giornalista, credo oggi disoccupata, di nome Giorgia Fattinnanzi, che decideva di volta in volta cosa dire e cosa no, chi invitare agli eventi e chi invece NO, una sorta di capo-giornale senza mai una ufficiale investitura, a quanto mi risulta; la ragazza ha fatto il buono e soprattutto il cattivo tempo sulla redazione romana, in cui mi sono per caso trovato a fare attività e scrivere fin dalla sua nascita. Una volta che tale caporedattore improvvisato è stato fatto fuori, non so bene in che modo, il giornale è diventato on line, su volere degli editori che non lo avevano mai neppure letto, forse, senza alcuna votazione o sondaggio interno a chi ci aveva lavorato fino a pochi giorni prima. Allora il giornale vendeva appena 2000 copie annue! Che cosa è successo a me? Sono stato escluso dal giorno alla notte dall’attività del giornale, affidato all’improvviso ad altre persone, sbucate fuori dal nulla: Mattia, uno che si occupa di conti, e Fabrizio, un affitta stanze, due ragazzi che non hanno alcun requisito per fare un giornale on line e che infatti mi fa abbastanza schifo. Questa cosa, purtroppo, non mi è stata mai possibile comunicarla a qualcuno, perché, con buona pace mia, sono stato escluso dalla mailing list in cui venivano prese le decisione fra tutte le redazioni italiane e questo nonostante vi abbia partecipato attivamente per 5 anni, come volontario, dedicandogli interi fine settimana quando occorreva chiudere il giornale, e spesso l’ho sostenuto da solo sulle mie spalle, tanto che il mio nome viene spesso associato al Volo Continuo di Roma. Una violenza subita, senza ricevere spiegazioni di alcun tipo.

CONCLUSIONE. La mia sensazione è che il giornale dei giovani buddisti sia stato affidato a persone che con lo spirito buddista hanno ben poco. Il nostro maestro, Sensei, parla sempre di dialogo, quello che sento mancare da molti mesi nella Soka Gakkai, a scapito di un’aria malsana. Questo clima è presente nei responsabili dell’Organizzazione Buddista, che un po’ ne sono vittime e un po’ artefici e contribuiscono così a farlo pesare sugli altri membri della Soka Gakkai, almeno nell’ambiente romano. La mia guida rimane Sensei, conservo la sua fotografia sul mio cellulare e mi sforzo di leggere e fare mia ogni sua parola. Gli ho spedito questo Post, tradotto in inglese, per lettera in Giappone. Ma quando la misura è colma, non si può più far finta di niene e credo non bisogni aspettare nessuno per denunciare gli scandali, anche se albergano nella tua casa. Sono e rimango un buddista, pratico daimoku e seguo questa filosofia di vita; sono pronto a raccontare gli sviluppi di questa situazione in cui si trova ora la mia religione, a parlare, discutere con i suoi Ministri di Culto e con Sensei, e nel caso a smentire quanto ho scritto se si dimostrasse un racconto non veritiero.

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39 Responses to “Quando l’aria nella Soka Gakkai diventa irrespirabile on “Quando l’aria nella Soka Gakkai diventa irrespirabile”

  • Non avevo anora letto…. interessante ricostruzione emotiva….. ma a mio avviso manca il lato umano che da sempre ti ha contraddistinto. Con alcune di queste persone sei cresciuto ed hai condiviso pezzi della tua vita. Sembra che tutto d'un tratto essi siano loro e tu sei solo tu…e Damiano dove é? ….Eppure hai visssuto con loro per anni ed hai condiviso con loro amicizie e attività ed io stesso, amico tuo, ho conosciuto loro tramite te. Mi fa strano oggi leggere una descrizione così lontana dalla realtà.

  • La cosa che apprezzo é la franchezza ma, come ben sai, all'assenza di contatto privilegio il tu per tu non virtuale, materiale e manifesto. Forse sono un pò antico o votato al corpo a corpo, ma mi sembra più risolutivo e meno propagandistico. Del resto ogni parola scritta qui può assumere cinquantamila significati, dipende da chi la legge e a come la si riporta o la si utilizza (é sufficiente poi guardare alla mia esperienza :-) ). Personalmente non ho mai scisso nella Soka Gakkai ciò che é la funzione dal fatto di considerare tutti come parte della mia famiglia, ed è per questo che non può non disturbarmi un ecelttico e pungente articolo di fondo alla Vittorio Feltri, come il tuo, scritto dalla persona con la quale hai condiviso parte della tua vita, non un incarico o responsabilità. Nello stesso tempo non possono non disturbarmi ingiustizie o soprusi….. ed in quel caso non esiterei, come ben sai, a metterne in evidenza contraddizioni ed a chiedere spiegazioni fino all'esaurimento, ma sul serio.. fino a quando non sono soddisfatto e non con la fantasia autocelebrativa di un manifesto…..

  • sono d'accordo con te, come quasi sempre mi accade :) comunque non ho mai pensato (forse solo qualche minuto l'altro giorno al Kaikan) di abbandonare la Soka … proviamoci a chiedere spiegazioni!

  • damiano!!!!damiano :) )) con un post come quello da te pubbicato e adesso non pensi di lasciare la Soka? ma che ti fanno il lavaggio del cervello??? a me sei servito e per questo ti ringrazio! io la soka l'ho mollata e sto a meraviglia!!!non perdere più tempo, fuori c'è un MONDO!!!!
    cristiana

  • Avendoti esonerato dalla redazione del Volo Continuo di fatto ti stanno impedendo di ricevere gli innumerevoli benefici derivanti da questa importante attività che hai generosamente dedicato a Kosen Rufu, in pieno spirito buddista.

    Se una delle altre quattro persone che ti sono subentrate dovesse rinunciare vorrei entrare io nella redazione, pur non avendo esperienza giornalistica ho un disperato bisogno di realizzare scopi personali.

  • Ciao Mario. Affermi di aver bisogno di realizzare degli scopi personali. Te lo auguro di cuore. Però tieni presente una cosa. La dottrina buddhista insegna che la vera azione positiva, quella che fa bene alla nostra vita, è l'azione disinteressata. La soka gakkai, invece, invita a fare attività per ottenere benefici. Insomma invita a svolgere azioni interessate, Per la dottrina, non c'è bisogno che tu collabori a Volo Continuo o che lavi pavimenti al Kaikan. C'è bisogno soltanto di dare amore, rispetto e aiuto. In maniera del tutto disinteressata. Ancora mille auguri.

  • Esatto, hai colto nel segno.
    Il mio primo post era una caricatura del "perfetto" praticante nello spirito di questa discussione, finalmente qualcuno che inquadra il problema in un'ottica più mistica che materiale !

    Immaginiamo cosa sarebbe successo qualche millennio fa se il re Ashoka nella vita precedente avesse chiesto in cambio al Buddha di partecipare al Volo Continuo, il tutto per una sola torta di fango.

  • X Damiano
    ti auguro di ricevere una torta di fango

    X Enzo Cursio
    Ti auguro di perdere tutte le elezioni in cui ti ricandiderai, non credere solo xchè reciti di diventare sindaco od assessore a Roma

  • Ciao
    A volte mantenere la fede e la voglia di praticare nell'organizzazione è difficile.
    Se c'è una divisione delle attività tra responsabili e solo per una questione pratica. Purtroppo molti confondono la responsabilità col potere (sia esercitato che subito) e creano esclusione.
    La creazione di unità e il mantenimento di uno scopo comune è la sfida maggiore. Sensei Ikeda esorta tutti, specialmente i giovani, a prendersi la responsabilità del movimento realizzando uno spirito indomito basato sul rapporto maestro discepolo. Se davanti al gohonzon facciamo in modo che nel cuore ci entrino tutte le persone del mondo, allora piccoli contrasti locali nell'attività diventano occasione di chiarimenti che potremo risolvere in un attimo.
    Queste cose succedono ovunque nella vita sta a noi prenderle come allenamento per superare i propri limiti. Una abbraccio e buona vita.

  • Ciao
    A volte mantenere la fede e la voglia di praticare nell'organizzazione è difficile.
    Se c'è una divisione delle attività tra responsabili e solo per una questione pratica. Purtroppo molti confondono la responsabilità col potere (sia esercitato che subito) e creano esclusione.
    La creazione di unità e il mantenimento di uno scopo comune è la sfida maggiore. Sensei Ikeda esorta tutti, specialmente i giovani, a prendersi la responsabilità del movimento realizzando uno spirito indomito basato sul rapporto maestro discepolo. Se davanti al gohonzon facciamo in modo che nel cuore ci entrino tutte le persone del mondo, allora piccoli contrasti locali nell'attività diventano occasione di chiarimenti che potremo risolvere in un attimo.
    Queste cose succedono ovunque nella vita sta a noi prenderle come allenamento per superare i propri limiti. Una abbraccio e buona vita.

  • Ciao Enzo Cursio. Prendo atto che segui alla lettera il comportamento del tuo sensei. Quando sentivo dire che il buddismo è vita quotidiana mi ripetevo: anche la politica è vita quotidiana e mi dispiaceva ammettere che almeno in questo Ikeda aveva ragione. Lui ha attuato questo principio guidando il Komeito. Peccato che il Komeito, che finalmente ha perso le elezioni, abbia sostenuto l'intervento armato in Iraq e il riarmo nucleare del Giappone. Come fa Ikeda a fingere ancora di essere Pacifista?

  • a me sembra che l'autore della storia, per altro banale e comune a molti gruppi buddisti, visto che buddista significa "umano", non sappia cosa sia "Hon Shitzu"…. brrrrrr….. ma la teoria del karma per cui TUTTO ciò che succede nella nostra vita dipende da noi??????????

  • Brava Laura. Tutto ciò che succede nella nostra vita dipende da noi. Quindi se Nikken crea problemi a Daisaku Ikeda dipende da Ikeda. Se il Komeito perde le elezioni dipende da Ikeda. Se esistono tanti forum e blog contro la Soka Gakkai dipende dalla Soka Gakkai. Se i membri scappano dipende dalla Soka Gakkai.Se il grande bluff dello Sho Hondo è stato svelato dipende da chi ci ha mangiato sopra. Se i "responsabili" sono caratterizzati da "problematici livelli intellettuali" – come è riportato e documentato nella Lettera ai Membri della Soka gakkai – dipende da chi li ha nominati. Sono pienamente d'accordo con te. Stammi bene.

  • Tautologie di Daisaku Ikeda, della serie: Daisaku Ikeda, Autore di che?

    Devo riconoscere che il Sig. Daisaku Ikeda non finisce di stupirmi.
    Ha dichiarato che il 2010 è “l’anno della vittoria completa Soka e del progresso dinamico dei giovani”.
    Riflessioni:
    Il termine vittoria, di origine latina, è chiarissimo. Indica il superamento di una difficoltà, il raggiungimento di un fine, la sottomissione di un nemico e chi più ne ha più ne metta. Certo è che la vittoria è un fatto in sé compiuto e concluso. Per esempio, la vittoria pone fine ad una situazione sgradevole per una delle parti in causa, decretando il successo dell’uno e la sconfitta dell’altro, indipendentemente dal fatto che si tratti di una vittoria su un nemico, sui propri limiti o sulla propria oscurità fondamentale, tanto per restare in tema. (segue)

  • Che dice invece Daisaku Ikeda? Parla di vittoria “completa” della Soka, come se esistessero vittorie incomplete (da non confondersi con la vittoria di Pirro che è altra cosa). Eppure dice sempre: il Buddismo è vincere o perdere, e qui non specifica se completamente o no.
    Siamo chiaramente in presenza di una tautologia: figura retorica dal significato ripetitivo che consiste nell’aggiunta di contenuto ridondante, del tipo “ i quadrilateri hanno quattro lati”.
    Ma cosa dobbiamo capire da questa frase? Che la Soka non ha ancora vinto. (Segue)

  • Andiamo avanti e analizziamo il “progresso dinamico”.
    Il termine progresso indica un processo, quindi qualcosa che si snoda nel tempo, non qualcosa che sta fermo. Questo processo porta dei miglioramenti rispetto a qualcosa di già esistente, un cambiamento, un passo avanti positivo. In quanto tale, esprime dinamismo. Ergo, il progresso è, per sua definizione, dinamico. Il maestro Daisaku Ikeda – più si va avanti meno si capisce di cosa sia maestro – parla di progresso dinamico. Altra tautologia.
    Dobbiamo supporre che esista un progresso statico? O dobbiamo supporre che siamo in presenza di parole in libertà, poco riconducibili a chi si autodefinisce maestro?
    Un Maestro le tautologie, cioè le fesserie, le ovvietà, non le dice. (Segue)

  • E poi le poesie, dove le mettiamo?
    Il Nuovo Rinascimento n.434 1 gennaio 2010, nel Report corso SGI Divisione giovani ci informa che i rappresentanti dei giovani italiani, hanno ricevuto dal presidente Ikeda un regalo per l'Italia: una grande foto che ritrae la Torre di Pisa, scattata dallo stesso Ikeda che a questa immagine ha dedicato anche una poesia:
    «Ammirando in Italia / l'arte sublime / con i compagni di fede / quale emozione!»
    Sfido chiunque a definire questa roba una poesia.

  • Caro Damiano, hai fatto male a prendere le distanze dal tuo posto. devi prendere al più presto da Enzo Cursio. Inoltre non offendi nessun amico perchè dici la verità. Chi si sente ofeso o non è tuo amico o non vuole ammettere la realtà che tu descrivi così bene

  • Ho notato che ho fatto degli errori ortografici. Volevo dirti di prendere le distanze da Mr Enzo Cursio.

  • La fede aiuta tante persone a vivere meglio ma, come dimostra Daisaku Ikeda, anche i soldi producono lo stesso effetto. Letture consigliate: i furbetti del gohonzino, parte sesta.

  • abc

  • Abbandonate la SGI, sarete liberi e non darete più a mezze calzette e nullità la possibilità di opprimervi in nome di pretestuose e improbabili leggi karmiche. Spedite una lettera al IBISG a Firenze in sede centrale e in copia al ministero dell'interno e sarete liberi. Modelli della lettera sono scaricabili da vari blog. Io l'ho fatto e sono libero e pratico lo stesso. Auguri.

  • Basta richiedere all'I.B.S.G., con lettera raccomandata, la cancellazione dai suoi elenchi e, contemporaneamente, l'invio della comunicazione scritta relativa alla cancellazione.

  • La cosa più bella del' IBISG e che non hai nessun obbligoa rmanerci se non piace o non ne condividi i pricipi statuari…
    Non è forse questo un segno di democrazia?

  • Caro Gianluca, nel nostro Paese non è consentito a nessuna organizzazione di essere così vincolante al punto che gli iscritti non possano uscirne. La soka Gakkai ha dovuto adeguarsi, altro che democrazia!

  • caro gianluca de stefano da salerno, ancora che rompi le palle sui blog che parlano di Soka Gakkai? di chiaramente che l'istituto ti paga…ci fai piu' bella figura

  • Ciao Gianluca, a proposito di democrazia, per la tua Soka è meglio parlare di arroganza. O non te ne sei ancora accorto? Lo sai che i vertici, che parlano tanto di rispetto, non si degnano nemmeno di rispondere a quesiti sulla fede? Due nomi per tutti: Tamotsu nakajima e Andrea Bottai.

  • Il sangue di San Gennaro si scioglie perchè i credenti che stanno lì sono in ITAI DOSHIN?

  • bravissimo incarni perfettamente lo spirito della nichiren shoshu e dei 6 preti anziani. sperimenta fino in fondo il potere del Gohonzon." usa la strategia del sutra del loto prima di ogni altra"

  • Daisaku Ikeda usa la strategia del sutra del loto contro Nikken e attraverso il Komeito?

  • Cursio : non avrai mai il mio voto, suggerisci questo post a Panorama

    Damiano : il + grande beneficio che ne deriva dalla tua passata attività al Volo Continuo è il poter scriver questo post = beneficio per tutti

    –> ora tutti sapranno come i responsabili trattano le persone dentro la S.G. italiana, solo talvolta se si è fortunati il dialogo è in una sola direzione e non sono ammesse repliche, si predica bene ma si razzola male

  • Le frasi celebri di Daisaku Ikeda

    " To tell the truth, fascism is my real ideal. " (A essere sincero e dire la verità, il fascismo è il mio autentico ideale".)
    ( Daisaku Ikeda in The 61st Shachokai, June 15 1972 )

  • 12 milioni di membri della Soka Gakkai internazionale:
    (cifra sparata dalla SGI ai quattro venti,da decenni,senza che
    nessuno al mondo possa controllarne l'esattezza in alcun modo…)
    si fidano di un "Maestro unico" giapponese imposto,
    (sprovvisto di un titolo di studio valido per poter fare il maestro
    elementare…) Incapace di poter verificare se le traduzioni in lingua inglese dei
    suoi propri scritti sono corrette! (non conosce la lingua inglese.)
    Aggiungiamo la ciliegina sulla torta che è ormai stato accertato,
    che la maggioranza dei "suoi scritti" sono opera di uno staff
    composto da centinaia di persone.
    http://it.groups.yahoo.com/group/forumsokagakkai/...

  • Adesso è successo un disastro anche in Chile.
    La SGI farà di nuovo un'offerta generosa,
    (1 centesimo di dollaro per membro,120 mila dollari?)
    e si farà di nuovo pubblicità gratuita in 190 e passa nazioni.
    Quante lauree e cittadinanze onorarie si beccherà stavolta Ikeda?
    Io dico almeno 10.
    In Chile ci sono molte piu' università,citta',paesini…che in Abruzzo o a
    Haiti. A.
    http://it.groups.yahoo.com/group/forumsokagakkai/...

  • Amici, non abbiate paura di abbandonare l’IBISG, è semplice e vi libererete di una oppressione fatta di riunioni per qualsiasi argomento, in tutti i giorni, da tutte le parti, a tutte le ore, fatte di catto-buddisti senza arte ne parte. Non correrete più il rischio di avere sputtanate dall’altra parte di Roma le cose che dite, i pensieri che confidate, i problemi che avete.
    In quanto a Cursio, prendetene le distanze, è abile nel manipolare le persone, sembra un disturbato con sindrome borderline, uno che un giorno ti porta in giro su un palmo di mano e il giorno dopo ti fa sentire una merda.

  • La Soka Gakkai è nociva per la salute

  • Soka Gakkai e rispetto delle tradizioni

    Da “Il Nuovo Rinascimento” n.436 – 1 febbraio 2010:
    Il Kansai narrato nella Rivoluzione umana
    La storia della Soka Gakkai dal 1955 al 1956. Un periodo ricco di tappe significative, tra le quali la ben nota campagna del Kansai .
    “Partiti da condizioni sfavorevoli rispetto ad altre zone del Giappone, i membri del Kansai riescono a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta e alle circoscrizioni locali…”
    MA ALLORA E’ UN VIZIO! Se già i membri del Kansai erano riusciti, nel 1956, a far eleggere i loro rappresentanti alla Dieta si spiega il legame tra Soka Gakkai e Komeito: la mescolanza tra religione e politica è di casa fra questi pseudobuddisti.

  • Soka Gakkai e Gohonzon: qualcosa non quadra
    Con la scissione dalla Nichiren Shoshu la Soka Gakkai ha portato avanti un discorso di laicità: non c’è bisogno dei monaci per praticare N.M.R.K. e raggiungere la buddità. Tuttavia, in questo discorso, qualcosa non quadra. La Soka Gakkai , praticamente, ha fatto i conti senza l’oste. Lo dimostro subito. Rinnegata la validità del Gohonzon della Nichiren Shoshu, la Soka Gakkai ha distribuito e continua a distribuire le copie del Gohonzon di un altro monaco.
    Il modello di Gohonzon attualmente adottato dalla Soka Gakkai corrisponde ad una versione dipinta nel 18° secolo da Nichican Shonin, che fu donata alla Soka Gakkai dal reverendo Sendo Narita, del tempio Joen, nel settembre del 1993 ( La legge meravigliosa – esperia edizioni, pag. 104).
    Perché la Soka Gakkai ha avuto bisogno di ricorrere al monaco Sendo Narita, se i monaci sono irrilevanti nella pratica? Se la Soka Gakkai, in quanto laica, non ha l’autorevolezza di “produrre” un suo Gohonzon, non può prima distaccarsi dai monaci e poi ricorrervi, o sbaglio?

  • Ai membri della SGI viene detto che dal momento dell’abbandono della Nichiren Shoshu nel 1992 i monaci non vengono più in Italia a consegnare i Gohonzon. Falso, i monaci vengono in Italia due volte l’anno e consegnano i Gohonzon come hanno sempre fatto fino al 1992.

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