ABRUZZO
Tra i Popoli dell’Italia antica, abitanti in territorio abruzzese, ricordiamo gli Equi, i Frentani, i Marrucini, i Marsi, i Peligni, i Piceni, i Pretuzi, i Sanniti, ed i Vestini che furono tutti sottomessi dai Romani. Agli inizi del I secolo a.C. tali popoli, sentendosi discriminati, reclamarono parità di diritti con i loro dominatori, attraverso la concessione della cittadinanza. La coalizione che si formò (Lega italica), comprendente anche popoli stanziati al di fuori dall’attuale Abruzzo, riuscì nell’89 a.C. ad ottenere tale diritto. Questa fu la prima occasione storica in cui venne utilizzato, con finalità politiche, il termine di Italia.
Nel periodo storico antico databile in Italia fra l’VIII secolo a.C. circa e la caduta dell’Impero romano d’Occidente (476), sono nate in Abruzzo molte personalità di rilievo, tra cui spiccano Gaio Sallustio Crispo e Publio Ovidio Nasone.
Nel Medio Evo, compreso tra il 476, ed il 1492, tra i personaggi storici nati in Abruzzo ricordiamo Berardo da Pagliara, il giurista Marino da Caramanico, Amico Agnifili (ordinato cardinale da Papa Paolo II), San Giovanni da Capestrano e Tommaso da Celano. Operò inoltre in Abruzzo Pietro da Morrone, che fu eletto papa col nome di Celestino V.
In Età moderna (1492 – 1815), sono nati in Abruzzo tra gli altri, San Francesco Caracciolo, venerato come santo dalla Chiesa cattolica, il missionario Alessandro Valignani, il Cardinale Mazzarino, il compositore Fedele Fenaroli.
Tra gli Abruzzesi celebri degli ultimi due secoli ricordiamo Gabriele D’Annunzio, Ennio Flaiano, Ignazio Silone nel campo della letteratura, il filosofo Benedetto Croce, il compositore Francesco Paolo Tosti, Corradino D’Ascanio inventore della Vespa nel campo della tecnica, il pittore Francesco Paolo Michetti, lo scultore Nicola D’Antino, la famiglia Cascella sempre nel campo dell’arte. Nel campo della politica ricordiamo i nomi di Giacomo Acerbo ed Adelchi Serena che si distinsero durante il ventennio fascista e furono membri del Gran Consiglio. Abruzzese è anche il sindacalista ed uomo politico Franco Marini, dal 2006 Presidente del Senato.
La regione ha più volte modificato i suoi confini. Dal medioevo divisa in due territori, Abruzzo ulteriore, in massima parte corrispondente alla (Provincia di Teramo) e Abruzzo citeriore, già unita al Molise nella regione Abruzzi e Molise, perde parte del suo territorio con l’istituzione della provincia di Rieti a cui cederà il circondario di Cittaducale (1362 kmq e 70000 abitanti) nel 1927; ulteriore restrizione venne effettuata nel 1963 quando la Provincia di Campobasso fu proclamata regione a sé stante, creando così un’ulteriore divisione di un territorio con caratteristiche secolari ben definite. Infatti il Molise non può che considerarsi che un’appendice dell’Abruzzo, per storia, cultura e dialetti. L’Abruzzo come regione storico-culturale inizia dal fiume Tronto e finisce nel Fortore, fiume che dà il nome alla parte meridionale di esso, cioè la Frentania. Anche i territori che vennero aggregati alla provincia di Rieti sono a tutti gli effetti abruzzesi: abruzzese (di tipo aquilano) è il dialetto, abruzzesi sono le tradizioni, abruzzese è l’architettura delle chiese e dei palazzi, abruzzesi si sentono tuttora molti anziani abitanti. L’Abruzzo odierno ricalca approssimativamente la regione augustea regio IV in cui si incorporavano anche i territori dei Sabini da Nursia a Tibur e il Samnium pentro-caraceno di Aesernia e Campobasso-Fagifulae, ma curiosamente prende il nome dal territorio dei Praetuttii, oggi provincia di Teramo, (Abruzzo, “ad Praetuzium”, presso il Pretuzio) che invece era parte della agustea regio V detta Picenum.
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16. gen, 2008 
















Cara Laura, è importante che ti preoccupi di studiare anche cose relative al tuo paese …
questo post non l’ho capito…
hai qualche notizia sulle domande della prima sottocommissione?
sto cominciando a agitarmi di brutto
Laura